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Sei una montagna simbolo
con gratitudine e stima,
sei immensamente bella,
con la cima maestosa
e nel tuo stato sei fantastica
con quello che doni,
sei maestosa
e doni felicità a conquistarti,
nella tua naturale roccia
sei immensamente viva.
Il Tresero, disegnato a mano su cinquanta tavolette di legno. Ogni tavoletta ha il suo numero e una poesia diversa dalle altre.
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Sono i dati che Alberto scrive a mano sul certificato di ogni pezzo.
Il disegno cambia a ogni pezzo, e cambia anche la poesia: quella del venticinquesimo non è quella del ventiquattresimo. Ogni tavoletta esce con il suo certificato, scritto e firmato a mano.
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Sei una montagna simbolo
con gratitudine e stima,
sei immensamente bella,
con la cima maestosa
e nel tuo stato sei fantastica
con quello che doni,
sei maestosa
e doni felicità a conquistarti,
nella tua naturale roccia
sei immensamente viva.
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Tu sei l'immensità
con la tua cima…
cima tra le nuvole,
ti avvolge e ti accarezza
e nella tua bellezza
sei l'infinito,
sei uno spettacolo
nel guardarti,
e nell'innamorarsi sei stupenda
e immensamente viva.
Sul foglio c'è la poesia scritta per quel pezzo, poi l'autore, la tecnica, il numero di tiratura e il titolo della serie. In fondo c'è la firma. Insieme alla tavoletta va anche il libro Piccolo artista del legno.
Le assi che uso hanno già avuto una vita: stavano nei fienili e hanno preso il sole e il freddo per anni. Le smonto, le pulisco e le rimetto in piano. Non uso collanti e non ci do niente sopra: il materiale resta grezzo com'è.
«Per me è vita, una rinascita, un simbolo di vita.»
Qui il tratto cambia del tutto: righe fitte, a migliaia, che scavano il legno finché il soggetto viene fuori dal fondo. Le tavole restano come sono. I nodi e le giunture delle assi passano dentro il disegno invece di sparirci sotto.
Oltre alle tavolette faccio i pezzi che servono in casa e fuori, sempre con lo stesso legno. Ogni lavoro parte da un'asse che esiste già: la misura e il soggetto li decidiamo insieme.
Mi chiamo Alberto e lavoro da solo, in Valfurva. Artlegno è quello che faccio con il legno che ha già avuto una vita: lo recupero, lo rimetto a posto e ci disegno sopra.
«Non guardo al fattore economico, ma all'amore per l'opera creata.»